Conto Termico: incentivo, non detrazione
Una delle domande che ci sentiamo fare più spesso, quando parliamo di sostituire un generatore di calore, è: "quindi è come l'Ecobonus, recupero i soldi con le tasse?". No — ed è una differenza che vale la pena capire bene, perché per molte persone cambia radicalmente la convenienza dell'intervento.
Il Conto Termico non è una detrazione fiscale. È un incentivo pagato direttamente dal GSE, il Gestore dei Servizi Energetici, con bonifico sul conto corrente. Non tocca le tasse, non serve aspettare la dichiarazione dei redditi, non è "uno sconto" su qualcosa che dovete comunque pagare per intero adesso.
Chi paga, e quando
Ecobonus e Bonus Casa funzionano diversamente: sono detrazioni fiscali (IRPEF/IRES), gestite tramite i portali dell'ENEA, che si recuperano in dieci anni attraverso la dichiarazione dei redditi. Il Conto Termico, invece, passa dal GSE: si fanno i lavori, si presenta la pratica, e l'incentivo arriva come bonifico diretto, senza passare dal fisco.
| Conto Termico | Ecobonus / Bonus Casa | |
|---|---|---|
| Chi paga | GSE | Agenzia delle Entrate (via dichiarazione) |
| Quando | Rata unica (sotto 15.000 €) o 2-5 annualità | 10 anni |
| Requisito | Nessuno | Capienza IRPEF |
| Come arriva | Bonifico diretto | Minori tasse dovute |
C'è anche una questione di tempi. Se l'incentivo complessivo non supera i 15.000 euro — la situazione della quasi totalità delle abitazioni private — il Conto Termico si liquida in un'unica rata. Solo sopra quella soglia di importo il pagamento si spalma su più anni: due annualità se l'impianto resta entro i 35 kW, cinque se li supera.
Il problema della capienza fiscale
Qui arriva il punto che, nella nostra esperienza, fa davvero la differenza tra i due strumenti: la capienza fiscale.
Una detrazione fiscale funziona solo se avete abbastanza IRPEF da compensare, anno per anno, per tutta la durata del recupero. Facciamo un esempio con numeri di comodo, solo per capire il meccanismo: un pensionato con un'IRPEF dovuta di 1.000 euro l'anno che sostiene una spesa detraibile al 50% (Bonus Casa) per 6.000 euro avrebbe teoricamente diritto a 300 euro l'anno di detrazione per dieci anni — ma se l'imposta dovuta è già scesa a zero per le altre detrazioni ordinarie, quella quota non recuperata è persa, non si accumula né si rimborsa. È il caso tipico di pensionati a reddito basso e di chi ha un IRPEF già "saturata" da altro (interessi mutuo, altre spese detraibili, familiari a carico).
Il Conto Termico non pone questo problema: paga tutti, per intero, a prescindere dal reddito, perché non è un meccanismo fiscale. Chi non ha capienza IRPEF sufficiente, con una detrazione recupera in pratica una parte soltanto (a volte nulla) dell'incentivo teorico; con il Conto Termico lo riceve per intero.
Un'ultima differenza pratica riguarda l'IVA: per un privato entra nella spesa ammissibile al Conto Termico, perché non la recupera in altro modo.
Cosa copre
Il Conto Termico per un privato copre tutta la gamma del Titolo III: pompe di calore (elettriche o a gas), sistemi ibridi (pompa di calore + caldaia a condensazione, factory made o assemblati in campo), generatori a biomassa (caldaie e stufe a pellet o a legna), solare termico, scaldacqua a pompa di calore, allaccio a reti di teleriscaldamento efficiente, microcogenerazione a fonti rinnovabili.
Pompe di calore elettriche/gas
Sistemi ibridi (PdC + caldaia)
Generatori a biomassa
Solare termico
Scaldacqua a pompa di calore
Teleriscaldamento (allaccio)
Microcogenerazione (fonti rinnovabili)
Escluso per i privati
Cappotto termico, Serramenti, Fotovoltaico
Coperti da altri strumenti (Ecobonus, Bonus Casa, incentivi dedicati al fotovoltaico), non dal Conto Termico.
Cosa non copre
Detto questo, va anche detto con la stessa chiarezza cosa il Conto Termico non fa, perché la credibilità di questo articolo — e nostra — sta anche nell'onestà sui limiti.
Cappotto termico, sostituzione di serramenti e fotovoltaico restano fuori: sono interventi che rientrano in altri strumenti (Ecobonus, Bonus Casa, incentivi dedicati al fotovoltaico), non nel Conto Termico accessibile a un privato.
Nemmeno l'importo dell'incentivo è una percentuale fissa da applicare alla spesa: è il risultato di una formula che incrocia la potenza dichiarata della macchina, la sua efficienza stagionale e la zona climatica dell'edificio, con un tetto massimo di legge del 65%.
E se il richiedente non è un privato ma un'impresa, la procedura cambia: prima dei lavori serve una richiesta preliminare al GSE, pena la perdita dell'incentivo.
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